I bisogni

Talvolta chiedo ai miei clienti cosa chiederebbero a un’ipotetica bacchetta magica. Le risposte sono ovviamente differenti da persona a persona ma quello che mi rimane sempre dentro, come denominatore comune, è il tema dei bisogni. La bacchetta magica in sostanza servirebbe a donare felicità,  quindi potrebbe soddisfare tutti i bisogni in un solo attimo. Oppure potrebbe cancellare tutti i bisogni. Se non avessimo bisogno di nulla saremmo felici, insomma. Al di là della riflessione su cosa sia la felicità per ciascuno di noi (perché dentro a questa, a mio modesto parere, si annida la scoperta di quali siano i nostri desideri ed i nostri bisogni più profondi) mi chiedo sempre cosa sarebbe la nostra vita in assenza della necessità di soddisfare dei bisogni, ovvero quelle carenze che ci motivano e ci spingono all’ azione, al cambiamento, alla ricerca di soluzioni e strategie sempre diverse. Che  noia mi viene da dire talvolta. Altre invece penso a quanta difficoltà ci sia nello stare nella frustazione, nell’ attesa, nella scelta. Ci hanno insegnato che i bisogni sono universali, disposti in una piramide che ci permette di dire che se non riusciamo a soddisfare la base non arriveremo mai alla cima, nel senso che forse non sentiremo mai neanche i bisogni ” superiori” e non saremo neanche felici, aggiungo io. Ma nessuno ci ha spiegato che i bisogni a volte ci appaiono in contaddizione l’uno con l’ altro, che la paura a volte ci impedisce di riconoscerli e mettere in atto il corretto comportamento per soddisfarli. Talvolta non siamo stati educati a catalogare le emozioni e riconoscere quindi ciò che realmente ci fa stare bene, ed è come se non potessimo vedere neppure il bisogno sottostante, perché i bisogni mirano a quel che ci porta a uno stato di maggior benessere. Certo, poi siamo davvero fragili rispetto alla frustrazione e al fallimento e vogliamo tutto e subito. Ma non è solo questo che ci fa sognare un mondo senza bisogni. È che a volte le nostre necessità ci spingono a scegliere, e ogni scelta implica anche un rinunciare. Noi stessi dobbiamo in qualche modo frustrare un bisogno per soddisfarne pienamente un altro. Eccola, la nostra fragilità, la nostra complessità. La nostra bellezza.

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