Perdonare il tradimento?

Lo splendido libro di Massimo Recalcati “Non è più come prima” analizza la possibilità o l’impossibilità del perdono quando il tradimento entra nella vita di una coppia. Può il vero amore tradire ed essere tradito? Può il vero amore finire? Può continuare, nonostante le ferite procurate dalle promesse tradite? Si. Perdonare non è semplice, se ci pensiamo quel “per” davanti a donare, non fa che rafforzare un gesto che è quello di andare incontro a una persona, di regalarle qualcosa. Quindi chi perdona si muove verso l’altro, compie un gesto. E mi piace sempre pensare che le azioni, quando non sono reazioni dettate dall’emotività di un momento o dalle manipolazioni altrui, siano movimenti pieni, densi di consapevolezza e direzione. Ecco. Forse perdonare è l’azione piena per definizione. Ci hanno insegnato che è un gesto di profondo amore. Di totale dedizione, di forza morale e di virtù. La nostra cultura è intrisa di perdono cristiano. Non so se serva essere in aria di santità davvero per essere disposti verso questo movimento pieno, ma credo sia una scelta difficile per chiunque. Non tanto per l’atto in sé forse, quanto per tutto il processo che precede quel gesto. Se perdonare fosse tendere una mano, il processo sarebbe quello di recuperare quello stesso arto chiuso a pugno, che serra le dita intorno a una ferita che sanguina e che vuole proteggere da ulteriori infezioni, aprirla lentamente, curarla, medicarla, riprendere la facoltà di muoverla, poi aprirla ed infine tenderla. E’ un lavoro doloroso, faticoso. Non è sempre possibile, e laddove ci si renda conto che la ferita non ci permette di aprire quella mano, non siamo meno buoni o bravi di chi invece ci riesce. Anche il non perdono deve essere rispettato e considerato al pari del perdono. Perché anche scegliere di perdere l’altro è doloroso. Chi perdona, prima, accetta. E accettare non è sentirsi felici o sereni, ma riuscire per un momento a liberarsi di ogni sentimento, perché se non ci mettiamo un attimo da parte non riusciamo a fare i conti col fatto che l’altro tradisce, delude, non è quel che desideriamo sempre. Dopo aver aperto gli occhi, possiamo aprire la mano e riaccoglierlo. Certo, niente sarà più come prima. Ma questo non significa aver perso qualcosa, anzi.

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