La libertà dell'altro e il legame che non si spezza

Il partire, metafora sia della morte, sia dei nuovi inizi. Quando iniziamo qualcosa di nuovo, tendiamo a raccontarla come un viaggio. Un certo giorno, il passo che muoviamo, è un passo diretto verso qualcosa di preciso. Non ci lasciamo trascinare dalla corrente, ma coscientemente andiamo.

Partire è allontanarsi, fisicamente o psicologicamente, da una situazione. Questi giorni richiamano questa metafora. Il salto nell’anno nuovo, le vacanze in montagna o al mare per chi può. Anche stare a casa tranquilli per qualche giorno può avere lo stesso effetto. Per chi parte, è chiaro che i problemi, le relazioni, i pensieri, non vengono cancellati, ma si infilano nello zaino sulle spalle. Però la distanza fisica aiuta quella emotiva, e da lontano è più semplice a volte valutare situazioni che non possiamo guardare lucidamente fintanto che ci siamo del tutto dentro.

Per chi resta, talvolta, la sensazione dell’abbandono e della solitudine diventano le emozioni principali. Cui fa seguito a volte la rabbia diretta contro chi ha compiuto il passo che allontana.

Ma la lontananza, che effetto fa alle relazioni? È vero che la distanza può rinforzare un legame oppure “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”? Dipende da quanto spazio riusciamo a fare dentro di noi. Le persone amate, le portiamo dentro di noi. Non serve fermarsi a pensarle. Non è necessario siano il nostro pensiero costante. Le portiamo dentro. Nei nostri gesti, nelle nostre parole, nel nostro quotidiano essere. Poi, certo, arriva la mancanza. Oppure non arriva. Dobbiamo solo ascoltarci attentamente. Può essere ci basti tenere in noi il ricordo dell’altro. Può essere non ci basti.

Che si parta, o che si resti, dobbiamo sempre ricordare che possiamo e sappiamo muovere passi diretti, e abbiamo mille direzioni possibili, sempre. Anche il tornare è un partire. In molti casi il partire è un sogno che si realizza. Un sogno oltreoceano, magari. E allora, chi resta, ha il dovere di lasciare l’altro libero di muovere i suoi passi. E sostenerlo. Un sogno che si realizza può determinare una distanza fisica e quotidiana, ma non spezza il legame, lo rende più forte perché siamo più veri quando ci realizziamo e più autentici siamo, più siamo presenti a noi stessi e all’altro.

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